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Di destra
e comunisti. Ma siamo pazzi? E' una provocazione? Conosciamo bene le
reazioni che hanno le persone che non ci conoscono. Il dibattito politico
così come viene presentato dai mass media fa apparire una contraddizione
considerarsi di destra e comunisti allo stesso tempo. Bene, non è
così.
In realtà
cosa distingue davvero destra da sinistra non è una questione
così banale come ci si crede. Tantopiù che più
di un intellettuale da anni fa notare che questo binomio non ha più
senso e va ripensato.
Per quanto
ci riguardia pensiamo che non abbia più senso solo perchè
ha perso il suo significato originario, perchè non ne sono più
chiari i contenuti.
Il dibattito
sui vari significati di destra e sinistra è enorme e molto vivo,
ma qualcosa che accomuna le varie opinioni c'è; da li bisogna
prendere le mosse:
La Sinistra
racchiude quelle concezioni che si avvicinano all'eguaglianza (materiale),
e legata a questa, una visione del mondo "economicista", cioè
che fa dell'eguaglianza materiale (più salari, più consumo)
il suo corollario.
La Sinistra
ha il culto del progresso, inteso come modernità. Tutto quello
che è in odore di trasformazione permanente, tecnicista, scientifica
(di nuovo materiale) è visto da questa di buon occhio; la scienza
si slega da un controllo etico e diventa autonoma.
La Sinistra
ha un approccio individualista al mondo. Essa persegue i diritti di
tutti gli uomini intesi come singoli e non come legati ad una comunità.
Spesso tale approccio va di pari passo con una visione cosmopolita,
cioè senza riguardo per cittadinanze e culture, per il quale
ogni uomo è cittadino del mondo.
Come è
facile notare queste concezioni sono le stesse che troviamo alla base
dell'odierna globalizzazione capitalista: consumismo, scientismo, individualismo,
concorrenza ne sono le basi; infatti è chiaro a tutti come la
sinistra non si opponga alla globalizzazione, bensì ne sollevi
soltanto qualche critica e voglia invece riformarla, così da
renderla più umana.
In realtà
è una vana utopia, visto che la globalizzazione capitalista odierna
ha quelle chiare particolarità che non possono essere riformate.
Da comunisti
sappiamo che bisogna studiare i rapporti sociali da un punto di vista
oggettivo, quindi descriverli e prendere le giuste contromosse.
Per questo
ci consideriamo coerentemente di destra.
La Destra,
a differenza della sinistra, è più interessata all'armonia
che non all'uguaglianza materiale livellatrice; concessi a tutti le
minime basi per vivere bene, la comunità deve premiare i migliori,
sui quali pesa anche maggior responsabilità. Lenin lo sapeva
chiaramente: la rivoluzione era opera di un'elite non della massa senza
guida.
La Destra
è interessata non al progressismo, bensì alla difesa delle
culture ed alla difesa di un approccio etico, prima che economico alle
questioni della vita. I valori spirituali sono messi prima di quelli
materiali.
La Destra
è risolutamente contraria ad un approccio individualista (e cosmopolita)
ma difende invece una visione comunitaria della convivenza. In quanto
solo così si può garantire libertà e democrazia
per i cittadini (Questo è l'originale significato dell'idea di
democrazia).
Per tali
motivi, necessariamente trattati brevemente, crediamo che il vero Comunista,
interessato alla giustizia, alla proprietà pubblica dei
mezzi di produzione, a ridefinire i rapporti sociali in maniera umana,
di convivenza pacifica, quindi necessariamente in contrasto con gli
imperativi della globalizzazione e del capitalismo, non possa definirsi
oggi di destra.
In effetti
mai i comunisti, quelli veri, si sono sbilanciati a definirsi di sinistra
o destra. In URSS, nella Cina maoista, ma anche in Vietnam o a Cuba,
mai nessuno si è sentito in dovere di definirsi di sinistra,
come oggi pare debbano definirsi tutti i comunisti. Questo perchè
il comunismo, fuori dal sistema globalizzatore, porta ad una società
senza classi, giusta e dove quindi non esistono divisioni destra/sinistra.
Ma la realtà ci chiama ad essere pratici e quindi rendere possibile
la nostra azione senza scadere nell'utopia. Per questo oggi bisogna
porsi chiaramente per poter avere possibilità di riuscita e non
scadere nel nichilismo di chi è distrutto dalle proprie debolezze
e contraddizioni (vedere il defunto movimento no-global).
Da qui
parte il nostro impegno ora che ci siamo dati un'organizzazione dalla
quale poter approfondire e agire. Il nostro simbolo, con al centro la
falce e martello comunista a segnalare la nostra immortale ideologia,
è formato altresì da un quadrato, che nella concezione
tradizionale rappresenta la terra, e da un cerchio che rappresenta il
cielo. Questo a significare il carattere spirituale e culturale del
nostro comunismo, che non si accontenta di alzare i salari rendendo
la popolazione un gregge, bensì vuole salvaguardare la diversità
culturale, i valori e lo spirito del popolo.
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